arturfischer

WALDACHTAL. Artur Fischer, alla bella età di 96 anni, è volato nell’altro mondo. L’inventore dell’onnipresente «tassello Fischer», che ognuno di noi avrà usato nella propria abitazione per appendere quadri, mensole, librerie, scarpe al chiodo, suocera e tutto ciò che può essere appeso, ha deciso di mollare tutto.

L’inventore lascia un buco da colmare nel cuore dei suoi cari che nessuno stucco può chiudere.

Questo articolo è per omaggiare la grande invenzione di un giovane uomo che, durante la sua giovinezza, cercava di appendere quadri pesanti con il solo aiuto di chiodini e, durante il sonno, gli cascavano i quadri sulla testa provocando grosse ferite.

Più volte le ferite al volto lo hanno portato a suture chirurgiche e perdite di conoscenza per qualche secondo dove, così dice la ex compagna, si credeva di essere Silvio Berlusconi.

Grazie alla sua intuizione, alle varie prove e centinaia di quadri distrutti a terra, finalmente è arrivato all’invenzione del secolo: il tassello Fischer.

Il primo tassello inventato era di dimensioni spropositate e poteva reggere solamente un quadro di 30 kg; solamente dopo anni di esperienza l’inventore tedesco è arrivato ad un compromesso perfetto tra peso sostenuto e dimensione del tassello, più piccolo e di facile installazione.

Tutta la famiglia lo ricorda come un grande uomo, buono nell’animo e dolce con i suoi cari.

La sua invenzione resterà anche nel cuore di tutti coloro che appendono giornalmente oggetti al muro e non imprecheranno a causa di cadute accidentali.

Grazie maestro Fischer per questa grande invenzione e grazie per la bellezza, dedizione ed entusiasmo nel compiere gesti di aiuto e bisogno per il popolo umano.